• Mio Cibo Biologico e Naturale di Gennaio e Cosa ho imparato

    Ricetta di  • 6 febbraio, 2014 • Tutte Ricette e Articoli • 12 Commenti

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    Biscotti Secchi con Mandorle, Cacao e Stevia
    Cicerchie con Orzo Mondo e Salvia

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    Della mia sfida di 90 Giorni di Cucina Naturale e Biologica sono appena passati i primi trentun giorni. Sono partita fiduciosa e carica, nonché motivata dagli sgarri inconsapevoli durante le feste natalizi, per ristabilire un equilibrio nella nostra alimentazione e salute. Ecco cosa ho imparato:

    • Mangiare cibo sempre naturale e biologico è possibile, a patto che tu mangi sempre (o più spesso possibile)  a casa: finché sono stata io a controllare che tipo di ingredienti utilizzare, come conservarli e cucinarli, non ci sono stati problemi. A tutti e due ci sono voluti tre settimane dall’inizio della dieta naturale e biologica, per tornare “a posto”, ma poi, l’invito a casa di mia sorella di qualche giorno fa ci ha colti un po’ impreparati. Alle prime, mi ero offerta a cucinare io e portare il pranzo, il dolce e la cena (mia sorella abita a 150km di distanza). Sembrava una missione impossibile, e infatti, lo stesso venerdì sera (dovevamo andarci sabato mattina) l’ho chiamata dicendo che con i tempi e con aspetti pratici (come portavo un pentolone di roba per 8 persone in treno?) non ci siamo proprio. Con un grande sospiro e qualche richiesta gentile (senza la volontà di rompere le scatole) per evitare almeno alimenti super raffinati durante i pasti della giornata, ho rinunciato a cucinare e portare il “nostro” cibo. E così, dopo le prime tre settimane, abbiamo già infranto la nostra promessa. Nonostante una giornata di pasta e schiacciate, pizzette e dolci (quelli almeno sono riuscita a portarli), stranamente, eravamo in forma. Ci è bastato un giorno solo per riequilibrarci, ed io, onestamente, non ne ho risentito molto di questa, un po’ voluta, trasgressione per mancanza di comodità. Piuttosto la cosa più strana era che il sapore del cibo non mi soddisfava appieno. Ed ecco la svolta: ero arrivata a non apprezzare più ciò che una volta mi dava tanta soddisfazione: pasta di grano duro con un buon sugo, antipasti golosi con pane morbido, schiacciate e stuzzichini vari. In realtà, mangiare il cibo naturale e biologico non era più una questione di scelta mentale, ma il mio corpo aveva voglia e bisogno di un cibo più nutriente e “pulito”. Dopo tanti anni di sperimentazioni in cucina ho trovato finalmente il cibo ideale per me, per noi, con tutte le giuste combinazioni di gusto, aspetto, nutrizione e golosità. Un’altra grande sfida era il mio recente viaggio di lavoro a Roma: dovevo partire all’alba e sarei rientrata solo la sera tardi, dopo le dieci di sera. Quindi, colazione, merenda, pranzo e cena la facevo tutta fuori! Ora, anche qui avevo la possibilità di scegliere se portarmi qualcosa da casa per pranzo (almeno la colazione l’ho fatta a casa) ma poi, l’aspetto “social” è prevalso: preferivo mangiarmi un piatto di pasta nella trattoria locale con gli altri colleghi che attirare attenzione chiedendo un pasto insipido di riso in bianco. Almeno, non sarei passata per quella “strana”. La scelta, sicuramente, poteva essere quella di portarsi dietro qualcosa, ma poi non mi sarei sentita bene, ad essere seduta a mangiare il mio pasto nell’ufficio mentre gli altri colleghi trascorrevano un’ora piacevole chiacchierando e facendo amicizia. Mentre nella famiglia, le persone che conosci sono già più disposte a scendere a patti su tutti i fronti possibili, almeno non volevo tormentare i conoscenti sul lavoro con le mie esigenze alimentari. E poi, volevo rilassarmi in compagnia. Di sicuro, io avevo scelta, ma mi chiedo come fanno per esempio, le persone che sono davvero intolleranti o allergiche?

    La conclusione: mangiare fuori casa presenta, di sicuro, una sfida sia se si tratta di andare al ristorante con gli amici o con i sconosciuti, sia che tu vai a casa dei tuoi familiari. Dipende quanto la trasgressione per “non sembrare strana” e per “non tormentare gli altri” sia tollerabile dal punto di vista della salute. Dunque, io avevo la scelta, ma solo parziale: potevo decidere per il cibo senza glutine, ma non su quello biologico, se volevo mangiare cibo non preparato da me.

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    • Mangiare cibo biologico, naturale e tradizionale di prima qualità (e qui intendo il cibo locale, di origine protetta o di indicazione geografica protetta) è possibile, ed è anche un’esperienza alimentare straordinaria: Se inizi a mangiare in questo modo, le tue pupille gustative si abitueranno all’intensità di certi profumi e aromi e sarai chilometri lontano dal non riconoscere un alimento scadente.  Noi viviamo in un paese straordinario, e, ovunque tu viva, hai la possibilità di mangiare in questo modo. Certo, fare la spesa non vuol dire più acquistare gli alimenti solo al primo supermercato che ti capita, distrattamente e senza neanche guardare quello che acquisti. Se mi chiedi se mi sono organizzata diversamente per mangiare in modo naturale e biologico, ti dico di sì. Se mi chiedi, che almeno un’ora alla settimana pianifico i menu, contatto i miei “fornitori” del cibo fresco e valuto il budget, ti dico di sì. Se mi chiedi se spendo di più – ti dirò di no! Spendo così come spendevo 3-4 anni fa, prima ancora di scoprire l’alimentazione naturale, ma perché mangio di meno, e non spreco! Quante volte ti capitava di acquistare insalata che andava a male, trovare nel cassettone del frigorifero un ortaggio marcio o di buttare via un prodotto inscatolato perché ben oltre la data di scadenza? Beh, a me ora non succede più.

    La conclusione: mangiare cibo biologico e naturale è una straordinaria esperienza sensoriale, è una presa di coscienza non solo verso noi stessi e verso la salute e il benessere della nostra famiglia ma è anche un atto di compassione verso gli animali, verso la terra e un prezioso aiuto per i produttori locali.

    • Mangiare cibo biologico e naturale richiede organizzazione: non c’è niente da fare. Devi imparare a sederti, concentrarti e pensare al tuo cibo così come lo fai quando devi acquistare un automobile, un computer, fare un viaggio o l’ultimo modello di smartphone. Devi fare paragoni, leggere le etichette (se si tratta del cibo confezionato), guardare le scadenze,  confrontare prezzi e tenere le orecchie ben aperte sulla “scoperta” di nuovi fornitori in zona. E ‘anche necessario  imparare di più sul tuo territorio, sui prodotti tipici e sui metodi di lavorazione: questa si chiama cultura alimentare.  Se ti giri attorno, e anche se abiti a Roma o Milano, a soli 10km ti troverai in piena campagna e con tante opportunità di conoscere il cibo del territorio in cui vivi. Mio marito mi dice che gli “scappa da ridere da tutti codesti pesi” quando gli dico quanti chili di pesce e frutta e verdura mangiamo al mese. Ma è l’unico modo per riuscire a coordinare ordini, di solito mensili o bimestrali, per certi produttori. I prodotti freschi, come le verdure e il pesce bisogna che li acquisti di giorno in giorno o settimana in settimana, ma gli altri, vanno ordinati in grosse quantità e sporadicamente. Per me il GAS (il gruppo di acquisto solidale) di cui faccio parte è stato (e lo è tuttora) fondamentale: siamo diverse famiglie riunite per l’acquisto di prodotti biologici e naturali e paghiamo giusto prezzo per cibo di qualità, di sicuro almeno il 10-20% in meno rispetto ai prezzi applicati a singoli acquirenti.

    La conclusione: mangiare cibo biologico e naturale necessita di una organizzazione e preparazione che di solito dedichiamo alle cose meno “importanti” della salute, come per esempio l’acquisto di un bene mobile o immobile.

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    • Mangiare cibo biologico e naturale è una grande palestra per la creatività: Il fatto che bisogna organizzarsi, non vuol dire che cucinare, combinare ingredienti, aromi e profumi debba essere un’esperienza noiosa e ripetitiva. Io mi ricordo di mia nonna che nel suo “menù” aveva, forse, al massimo, trenta piatti, che cambiava in base alla stagione. Ma, secondo lei, si cucinava “così”, ed esisteva un unico modo di interpretare una ricetta tradizionale: o così o così. Oggi, grazie alla sfiga (ogni sfortuna porta anche un insegnamento) di così tante intolleranze e allergie alimentari ho capito (come tante persone che combattono con qualche patologia o intolleranza o disturbo alimentare) che è necessario trovare per ognuno un’interpretazione personale dei piatti, anche quelli tradizionali. E tutto questo offre una straordinaria possibilità di esercitarsi nella creatività e sperimentazione.

    La conclusione: Cucinare in modo innovativo, sostituendo alimenti potenzialmente nocivi per la propria salute è divertente. Ed è anche un modo di reinventare la “vecchia” cucina italiana della tradizione, sciupata con alimenti di nessun valore nutrizionale, come appunto, lo zucchero bianco e la farina raffinata.

    • Mangiare cibo biologico e naturale permette di scegliere una dieta perfetta per ognuno: Non credo che tutti debbano essere carnivori, oppure crudisti o vegetariani. Ogni persona è un organismo unico e irripetibile e ci sono innumerevoli fattori che influenzano le esigenze metaboliche e le preferenze di gusto di ciascuno. Quindi, scegliere la dieta crudista o quella paleo deve essere una scelta partita dal proprio sentire e non da una convinzione mentale. Ma di un’altra cosa sono certa: lo zucchero bianco raffinato, il cibo industriale (McDonalds insegna) e le farine bianche raffinate non fanno bene a nessuno. C’è solo chi le tollera di più, ma non che tragga beneficio a lungo termine.

    La conclusione: nella vasta gamma di cibo biologico e naturale c’è ampia scelta: tutti possono scegliere di mangiare ciò che più piace e ciò che fa più bene in base alle proprie esigenze.

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    In conclusione: dove reperire il cibo biologico e naturale? Ora che ho tirato le somme su come e dove acquisto e reperisco alimenti naturali e biologici, posso dirti questo: Il cibo fresco, come il pesce pescato, lo acquisto nel mercatino domenicale del GAS e alla Coop. La carne di manzo, di maiale e di tacchino, la ordino direttamente all’azienda agricola e ritiro ogni due settimane. Da un’azienda agricola (Cortevilla) ordino le mie cassette di frutta e verdura biodinamica. Il pollo biologico, salmone selvatico, il burro (da cui preparo il ghee) e le noci brasiliane si trovano tutte  ad ottimo prezzo  alla Coop. Ad Esselunga acquisto le uova, le noci, il cioccolato fondente e le banane, tutto rigorosamente biologico. La marmellata la prendo a Conad (marchio Conad) ad un prezzo accessibile, mentre tutto il resto (perlopiù i “supercibi”) li acquisto o a NaturaSì, oppure online nei negozi di Macrolibrarsi e Tibiona. Ho imparato ad avere sempre una dispensa con ingredienti base come il sale marino integrale (NaturaSì), olio extravergine di oliva (azienda agricola oppure esselunga), spezie e aromi (alcune le coltivo e preparo io, altre le acquisto tramite gas o negozi ecosolidali), bicarbonato di sodio purissimo (NaturaSì), lievito biologico (Coop), zucchero di cocco integrale (Macrolibrarsi), stevia, cereali e legumi (tutto tramite diversi produttori locali e GAS). E non spendo ore e ore in cucina. Eccetto per i fine settimana, che sono i miei giorni di “laboratorio”.

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    Un Dolce Senza Zucchero al Giorno con

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    • katia

      Ciao Ivy, mi piace confrontarmi ed imparare cose nuove. Sono convinta che solo così ognuno di noi può trovare la sua strada. Ti ringrazio per la risposta e come avrai capito anche io sono nella fase di conoscenza e studio e soprattutto di tentativi su me stessa. Al contrario di ciò che succede a te e a tuo marito io mi sono trovata bene da subito. Eliminare alcuni cibi (carni e latticini), incrementare frutta e verdura cruda e mangiare seguendo un ordine di digestione degli alimenti ha portato molti giovamenti (sparito gonfiore addominale, più freschezza mentale mattutina, buon dimagrimento). Sono solo all’inizio devo ancora “sistemare” ed eliminare molte cose ma sono molto interessata e intendo continuare su questa strada. Però, sulla carne ho letto che per smaltire tutte le proteine in essa contenute occorrono ben 40 ore di digestione. Acidifica ed addensa il sangue, provoca carenze mineral-vitaminiche, infiamma gli organi…
      Le proteine, come sai, le puoi prendere da molte altre fonti non necessariamente dalla carne. Poi, giustamente se ti piace e non puoi farne a meno è un altro discorso che rispetto. Mi sono permessa solo perché parlavi di disintossicarti e… certo le proteine animali non aiutano proprio in questo. Lo dicono diversi studi, fonti e anche lo stesso Prof. Veronesi che sebbene la sua scelta di non mangiare carne sia di natura etica e morale comunque ci tiene a ribadire che è provato che faccia male e che possa provocare il cancro.
      Ripeto, nulla da eccepire, se non uno scambio amichevole e utile di idee ed opinioni e un sano confrontarsi in un percorso legato al proprio star bene. un abbraccio a te e buon lavoro… katia

    • Katia

      Una sana alimentazione naturale basata sul ripristino delle funzioni basilari del corpo deve sottindendere non solo la scelta di prodotti naturali, biologici, biodinamici ma deve presupporre anche una scelta di ciò che si mangia e come e quando la si mangia. Occorre anche cercare di capire quando si introduce un alimento cosa succede nel nostro corpo. Carne, pesce nel nostro sistema digerente (lungo e tortuoso) stazionano diversi giorni prima di essere “digeriti” e si trasformano, in parole povere, in sostanze putrefatte che ci intossicano giorno dopo giorno. Inoltre mangiare carboidrati e proteine (anche vegetali) insieme non fa bene. Per “pulire” il nostro organismo e farlo ripartire occorre un salutare digiuno (anche 1 o 2 gg) che ripristina le nostre funzioni basilari e poi ripartire con frutta e verdura si biologica e biodinamica. La mattina bisognerebbe mangiare solo frutta perchè il nostro corpo è ancora nella fase “espulsiva” e la frutta aiuta. Ivy, tu hai iniziato un percorso e hai iniziato a porti delle domande alle quali cerchi delle sane risposte. Ho letto alcune pagine del tuo blog, ho letto delle tue intenzioni di rinunciare a zucchero, caffè, etc etc ecco… questa è già una partenza. Se posso permettermi vorrei consigliarti delle letture di autori come Herbert M. Shelton, Arnold Ehret che a me hanno aperto la mente e soprattutto aiutato a comprendere davvero molte cose. Ciao Katia

      • http://bit.ly/18yR3Cf Ivy

        Ciao Katia, scusa per il ritardo nella risposta! Immagino che sei vegetariana o vegana (cosa che sono stata anche io per sette anni). Te lo dico perchè l’argomento della “putrefazione” era sempre un argomento da usare a scopo di convalidare le scelte alimentari. La carne non rimane nell’apparato digerente più di 6h ( ma questo dipende da cosa ti sei mangiato prima e di come è la tua alimentazione ). Di sicuro carne e soprattutto pesce non causano intossicazione se una persona ha un’alimentazione adeguata alla propria costituzione, stato di saluto e metabolismo e mangia piatti privi di sughi, salse, formaggi e altri ingredienti, come cereali per esempio. Se tu, pur essendo vegan, ti mangi un piatto abbondante alla fine di cui ti mangi una bella anguria – quella sì che ti crea intossicazione. La questione è legata piuttosto a cosa mangi prima (prima gli alimenti più ricchi di acqua e più digeribili e poi le proteine o piatti unici). Il discorso del digiuno è la stessa cosa. Non tutti gli organismi sono adatti al digiuno (io ora che sono “pulita” nonchè mio marito), non ho abbastanza energie per gestire la mia giornata con soli liquidii (abbiamo provato anche 30gg di cucina sola crudista con i primi sette di soli centrifugati di verdure verdi – mio marito aveva sempre la glicemia alle stelle – e non eravamo all’inizio del percorso). Il discorso della frutta mi torna, ma fino ad un certo punto. Da adolescente ho letto il libro dei coniugi Diamond che diceva proprio questa cosa. Con questo stile alimentare sono riuscita a liberarmi del peso in eccesso ma il mio metabolismo meno mangiavo meno funziona, Io ora mangio ( e mi sto anche abituando di più ) a mangiare proteine per colazione e sono meno gonfia, più attiva ed energetica, Vedi, credo che è tutto relativo al proprio stato di salute. E naturalmente, tu ed io parliamo delle varianti per le persone che sono già arrivate ad un certo livello di alimentazione “pulita”. Un abbraccio e grazie dei consigli delle letture!

    • Gaetano

      Ciao Ivy, anch’io sono un grande fan della cucina biologica e delle ricette dolci integrali, un po’ per non perdere il peso forma, un po’ perché in effetti le torte fatte così hanno un sapore particolare che mi piace molto. Ultimamente ho sviluppato la ricetta della crostata ripiena di crema di avena (e qui si aprirebbe una parentesi enorme sull’uso dei cereali in tali ricette). Approfitto per farti i complimenti per il tuo splendido blog. :-)

      • http://bit.ly/18yR3Cf Ivy

        Ciao Gaetano e benvenuto! Scusa per il ritardo nella risposta, l’ho visto solo ora. A presto!

    • Francesca

      Ciao:-)
      Ad un certo punto tu Ivy scrivi “mi domando come fanno le persone davvero intolleranti o allergiche?
      Eccomi qua. Dipende un pò dalla persona. C’è chi è un pò superficiale e sta male di continuo, prende farmaci di continuo per le conseguenze ecc. Poi c’è il problema di bimbi e adolescenti che per partecipare ad una festa tra amichetti stanno male pur di mangiare come gli altri…
      Ma veniamo a chi tiene a sè stesso nonché ai bimbi e ragazzi ben seguiti dai genitori: la sfida è quotidiana e le “minacce” sono continue tra gente ignorante e gente che pensa che tu stia facendo la signorina schizzinosa in dieta dimagrante.
      L’ultima volta che ho mangiato glutine senza saperlo a causa di ignoranti vari è stato in novembre e ci ho messo un paio di mesi a rimettermi del tutto. Posso dirti che in genere chi ha problemi col glutine tende a restare a casa se non può avere certezze di dove e da chi andrà a mangiare. Comunque ci sono i locali senza glutine che si stanno diffondendo e c’è anche una legge del 2005 che regolamenta mense e locali pubblici, ecc. riguardo la celiachia.
      Ma la situazione rimane comunque critica.
      Io ho le mie strategie e i miei metodi…e sto facendo, privatamente, iniziative varie per far conoscere il problema dell’intolleranza al glutine e di altre allergie che ho. Insomma, a differenza di anni fa, non sto più zitta :-)

      • http://bit.ly/18yR3Cf Ivy

        Carissima Francesca, infatti, anche io credo che non bisogna stare zitti, ma che il “problema” dei ristoranti e dei bar sia del tutto fuori nostro controllo…A me quando chiedo se hanno qualcosa senza glutine, mi offrono sempre il riso o le gallette di riso, tante vale allora mangiare un secondo e contorno, sperando che gli oli almeno siano di buona qualità…Purtroppo in quelli pochi ristoranti bio dove ho mangiato non hanno tutto bio, per esempio, proprio perché non sono organizzati e attrezzati. Per non dire del senza glutine, dove l’industria ha fatto l’impossibile per snaturare prodotti naturali in favore del senza glutine…Non è neanche raro che chi, mangia solo in questo modo, si trova ad avere altre patologie (riso su riso su riso = glicemia a stelle ). Secondo me esiste scelta ma poche persone sono informate (o hanno la voglia di farlo). Quindi, rimbocchiamo le maniche e prepariamoci a casa tutta la nostra robina buona e sana! Un abbraccio!

        • Francesca

          Completamente d’accordo. Se non stai attenta, e pochi lo fanno, la dieta aglutinata fatta stupidamente ti fa ammalare di molte patologie.
          E c’è un’aggravante: come saprai c’è un rimborso statale per i prodotti per i celiaci, venduti in farmacia e non solo. Saprai di certo che questi prodotti, approvati dal Ministero della Salute, e di cui lo Stato si fa carico, sono accozzaglie di zuccheri e amidi a livelli inauditi. Non usano nemmeno più le farine. Con prezzi scandalosi. Per fare cosa? Creare altri malati. Tu parli di riso Ivy. Magari i celiaci mangiassero il riso, pure bianco andrebbe bene!
          Invece mangiano “polpette” di amido di mais con zucchero e oli non specificati. Pensa i bambini…
          Il tuo blog e lo stile alimentare che spieghi è importante per risvegliare chi vuole risvegliarsi.

          P.s. la ministra Lorenzin è celiaca, speriamo che se ne occupi.

          • http://bit.ly/18yR3Cf Ivy

            Sì, dei prodotti in farmacia o al super non voglio neanche parlare. Sono il peggio del peggio…Appena inizi a leggere l’etichetta ti ci perdi! E’ una fiera di zuccheri raffinati, oli di dubbia qualità, conservanti, coloranti….Sai, ancora c’è gente che fa la spesa distratta e poi si compra l’ultimo modello dello smartphone di cui si è documentato per mesi. E finchè le persone cercheranno prodotti veloci, subito, gusto “finto” e ateggiamento “non m’importa” industria farà il suo e così via…Sì, io parlavo di riso perchè faccio riferimento a quello che si propone di solito nelle ricette “normali ai celiaci. E’ quasi sempre il riso e il mais ad essere sugerito come il sostituito della farina. Super fine, super raffinato. Di sicuro è una grande scoperta per chi non usa alimenti industriali, ma come dici te, queste persone prima o poi svilupperano una qualche altra intolleranza o patologia ( per non dire obesità). Il mio blog è credo una testimonianza del fatto che le possibilità ci sono, ma non è tutto super comodo, instant facile e senza pensiero. Sì, anche io sono positiva: speriamo che anche lo stato prenda coscienza prima o poi (meglio prima).

    • http://bit.ly/18yR3Cf Ivy

      La carne rossa, bianca e pesce di cui si sente spesso parlare è quella dell’allevamento intensivo: gli animali sono trattati in modo disumano e nutriti con cibi snaturati, pieni di ogm, bombardati di ormoni di crescita e antibiotici. Tutto questo porta allo sviluppo di varie malattie ( e poi, sopratutto se questo tipo di carne sia alla base di un’alimentazione quotidiana, magari in combinazione di varie besciamelle, altre proteine e fritti, nonchè alimenti appunto industriali ). Non credo che mangiare pesce pescata nel nostro mare con consapevolezza e criterio (e lo stesso vale per la carne) porta disturbi, sopratutto se cucinata in modo semplice con altri ingredienti salutari. Ma poi un’altra cosa: mangiare carne e pesce biologica deve essere una scelta datata dalle proprie esigenze alimentari. Per esempio, molte persone scelgono di essere vegan o crudisti o vegetariani ma non fanno altro che caricare di latticini e farine nonchè zuccheri raffinati (sopratutto i vegan e vegetariani). Per me, la cucina naturale è alimentarsi con ingredienti naturali, non modificati o industruali e cucinati e preparati in modo semplice. Non siamo tutti uguali, abbiamo tutti diverse problematiche o esigenze metaboliche (vedi per esempio la dieta sangugna del Dott. Mozzi che lo spiega bene). Ma alcuni ingredienti molto spesso utilizzati nella cucina “tradizionale” portano di sicuro più male che bene, Ti basti anche vedere certi siti con ricette vegane o libri adirittura di cucina macrobiotica (chiamata “naturale”) che non è altro che ode allo zucchero bianco raffinato e farina bianca finissima. Io sento che questa dieta sia giusta per noi (anche perchè in mancanza di proteine animali, chi soffre di malattie autoimmuni può soffrire di fatica adrenalinica ( quando le ghiandole surrenali producono troppo ormone cortisolo)). Ma il consumo va scelto con molta cura, mangiato in moderazione e di sicuro non tutti i tipi di carne.

      • Anna

        grazie ivy x la tua risposta .

    • Anna

      brava ivy,quante cose importanti ed utili hai detto..vorrei farti una domanda !!tu parli di cibo naturale:.. tutto è naturale almeno chè non si mangi qualcosa di chimico ,con conservanti o coloranti ,zucchero e farina raffinato,,,per avere una alimentazione naturale ma anche sana…. mi chiedo se la carne faccia parte di tutto questo!!x tutto quello che si sente dire e si legge, la carne è nociva provoca malattie ;;allora mi chiedo:: forse LA CARNE ED IL PESCE non dovrebbero fare parte di una alimentazione naturale!!!faccio confusione in questo!!!!!!